venerdì 5 settembre 2014

Acidofile a nord | Rododendri

Piante acidofile, e quindi perfette compagne dei mirtilli rossi americani, sono i rododendri, arbusti dalla foglia sempreverde. Inoltre, il rododenro non ama particolarmente la luce del sole diretta, ed è consigliabile posizionarlo all'ombra o in posizione semiombreggiato -- perfetto per il mio pianerottolo a nord.

In particolare il Rhododendron ferrugineum potrebbe essere la specie giusta per le mie esigenze: è conosciuto come rosa delle Alpi, ed è la specie più conosciuta della famiglia dei Rododendri. Presenta fiori particolarmente grandi e con forma a campana, di colore fucsia tendente al rosso.
Il Rhododendron ferrugineum è robusto, e per essere un rododendro è di piccole dimensioni, con piccole foglie persistenti di colore verde chiaro. 

Le annaffiature devo essere molto assidue durante la primavera e l'estate per poi diventare meno assidue durante l'autunno e l'inverno. Dato che il rododendro ama i climi umidi sarà necessario ogni giorno nebulizzare direttamente sulla pianta dell'acqua non calcarea.
Per meglio mantenere le piante sane e rigogliose è importante annaffiarle con una buona frequenza: da marzo a settembre occorre mantenere il terreno leggermente umido, evitando di inzupparlo d'acqua, ma allo stesso tempo anche di lasciarlo asciutto per periodi prolungati di tempo.

giovedì 4 settembre 2014

Rivelazione! Coltivare il Cranberry in vaso e a nord

Una delle piante più decorative per il balcone o il terrazzo di casa anche quando si è nel pieno della stagione fredda è il cranberry, meglio conosciuto ai più come mirtillo americano o ancora ossicocco. 
Simile per forma al mirtillo classico, il Vaccinium Macrocarpon ha frutti di dimensioni più grandi, caratterizzati da un'intensa colorazione rosso-viola. Originario del Nord America, e per la precisione in particolare dallo stato del Wisconsin, il mirtillo americano non teme assolutamente le temperature rigide e può essere coltivato in vaso oltre che disposto anche in zone a Nord, senza possibilità di ricevere raggi del sole.

Grazie alla sua estetica, permetterà di decorare anche gli angoli più spogli. Il mirtillo americano, appartenente alla famiglia delle ericaceae, raggiunge di solito altezze comprese tra 25 e 30 cm, con un portamento tondeggiante e compatto, tanto che viene anche usato in larga parte come pianta tappezzante, con una densità di circa 6 / 7 piante per mq. Oltre ai frutti, produce anche delle fioriture sul rosa tenue, nel periodo compreso tra la fine della primavera e l'inizio dell'estate, quando ancora le temperature non sono eccessivamente calde.
Dopo la fioritura, sputano delle bacche verdeggianti, per poi lasciare il posto alle classiche bacche rosse, molto resistenti e persistenti, con l'arrivo dei mesi autunnali di settembre e ottobre, fino alla fine dell'inverno. 
Il mirtillo americano non richiede grosse cure, in fatto di coltivazione. Per quanto riguarda il terreno, predilige un suolo acido e fresco, poco compatto. Difficilmente si svilupperà adeguatamente in altri tipi di terreno. Meglio ancora se si utilizza un terriccio specifico per piante acidofile, come quello per le azalee e i rododendri. Inoltre richiede abbondanti quantità d'acqua, in modo da mantenere costantemente il terriccio di base umido. Per quanto riguarda la collocazione non è necessaria un'esposizione totale ai raggi del Sole. Una sistemazione a mezz'ombra andrà benissimo.Qualora sia stato utilizzato per l'impianto del terriccio specifico, non saranno necessarie ulteriori concimazioni. In caso contrario, invece, andranno aggiunti dei principi fertilizzanti contenenti piccole quantità di solfato potassico o ammonico. 

Per quanto riguarda gli accostamenti, il mirtillo americano può essere abbinato perfettamente ad azalee e rododendri, andando a riempire, ad esempio, quei buchi che si formano ai piedi delle piante, man mano che procedono nella crescita. Se la coltivazione di questo genere di mirtillo avviene in vaso, può essere una soluzione disporre le piantine in vasche e vasi lunghi, sistemando piante più alte dietro e i mirtilli in primo piano. L'effetto scenico è assicurato.

fonte: http://www.lavorincasa.it/coltivare-il-mirtillo-americano/ 

venerdì 29 agosto 2014

Aspidistre e aralie | ombra completa

Due piante giapponesi sono eleganti in tutte le situazioni, dentro e fuori casa, purchè mai al sole. Hanno in comune il fatto che sono, per così dire, in un limbo di piante che non si sa bene se sia meglio coltivare fuori (ma allora possono patire gelate) o dentro (però un po' insofferenti a temperature superiori a 15-16°C e all'aria asciutta). Insomma, rappresentano una magnifica risorsa per verande, i porticati, i vani scala, le stanze di casa con moderato riscaldamento e gli angoli di terrazze e balconi riparati dalle correnti d'aria. Il rinvaso non serve tutti gli anni: basta eseguirlo ogni tre anni in aprile, riservandosi l'impegno gli altri anni di sostituire lo strato superficiale di terra con altro terriccio fresco.

ARALIA JAPONICA. Coltivata in contenitore cresce sino a 1,5 metri di altezza. Ha portamento arbustivo e foglie palmato-lobate sempreverdi, grandi e lucenti, su lunghi piccioli. La varietà 'Variegata' con screziature crema è molto bella, ma meno rustica. Vuole terriccio fertile, fresco e ben drenato, poche annaffiature in inverno e molte in estate, accompagnate tra giugno e settembre da concimazioni liquide per piante verdi ogni due settimane. In terrazza super l'inverno coltivata contro un muro riparato, se necessario coperta nei periodi di gelo con un velo di tessuto non tessuto. Si riproduce con facilità da talea di ramo.

ASPIDISTRA ELATIOR. Austera pianta delle verande borghesi dell'ottocento, ha foglie scure, lanceolate, lunghe 30-50 cm, con i piccioli che si formano direttamente nella terra. Viene chiamata pianta di ferro, per significare l'estrema resistenza a tutto. Vuole terriccio ben drenato (meglio un pugno in più di sabbia fine che uno in meno) e discrete annaffiature estive, minime in inverno. Si riproduce per divisione di rizomi sotterranei ma, essendo saggio non disturbarla spesso, meglio usare vasi grossi abbastanza perchè possa riprodursi per 5-6 anni o più.

martedì 26 agosto 2014

Plumbago

Da giugno fino ai primi freddi produce numerose infiorescenze a ombrello costituite da fiorellini a trombetta, a cinque petali, di un caratteristico colore azzurro cielo
Gradisce posizioni molto luminose, che godano per alcune ore della luce diretta del sole; se posta in pieno sole per l'intera giornata nei periodi più caldi dell'anno va leggermente ombreggiata. Soprattutto le piante giovani temono il freddo, quindi va piantata in luogo riparato dai venti invernali e riparata con tessuto non tessuto nei luoghi con inverni rigidi, oppure ritirata in casa o in serra fredda. Posizioni troppo ombreggiate causano una carenza di fiori, mentre il sole favorisce la produzione di nuove infiorescenze. Plumbago capensis, inoltre, tollera il caldo e l'aridità, ma non sopporta il gelo. 

Se la si vuole coltivare in vaso, nella primavera successiva all'acquisto andrà travasata in un contenitore più grande, tenendo presente però che il diametro definitivo del vaso non deve superare i 60 centimetri. Se le piantine sono piccole, scegliere comunque contenitori con un diametro minimo di 20 centimetri: lo sviluppo della pianta infatti è rapido e quindi non sono necessari molti rinvasi. In quest'ultimo caso però bisogna bagnare poco, per evitare che si formino pericolosi ristagni idrici.

lunedì 25 agosto 2014

Mirtillo e altre bacche

E’ una delle piante più belle dell’ orto autunnale. Il mirtillo (Vaccinum myrtillus) ai primi freddi si accende e si trasforma in una rossa pennellata. In tarda primavera si copre di candidi fiorellini e i suoi frutti neri sono ottimi sia crudi che sotto forma di marmellata.  Ha bisogno di pochissime cure e non si ammala quasi mai. Si adatta a qualsiasi angolo del giardino e si presta benissimo per formare delle siepi. Tuttavia il mirtillo non è molto diffuso nei nostri giardini.
Capisco la sua scarsa presenza nelle regioni meridionali, poiché il mirtillo mal sopporta le estati torride e gli inverni miti,(anche se esistono delle varietà adatte ai climi caldi come il Vaccinum virgatum), ma chi vive altrove perché non lo utilizza maggiormente?
Nella speranza che qualcuno si decida ad accoglierlo sul proprio terrazzo o nel proprio giardino, ecco qualche suggerimento su come coltivarlo.
Terreno – Il suolo è forse l’aspetto a cui porre maggiore attenzione. Se vogliamo un mirtillo in perfetta salute dobbiamo procurargli un terreno acido (un pH tra 4.5 e 5.5). Pertanto se non disponiamo già di un suolo naturalmente acido dovremo modificarlo. Come? Facciamo una bella buca e riempiamola con del terriccio per piante acidofile (che troviamo in commercio già pronto) o correggiamolo con l’aggiunta di molta torba, un poco di zolfo e, se il terreno è pesante o argilloso, di sabbia granulosa. Più il terreno è pesante più sabbia dovremo aggiungere, comunque mai più del 25%.
Piantagione – Il mirtillo va messo a dimora dall’autunno alla primavera, mentre quello in vaso in qualsiasi periodo dell’anno. Il contenitore dovrà essere piuttosto capiente: non meno di 40 cm di larghezza e 40 cm di profondità. Se vogliamo formare una siepe mettiamo le piante a circa 1,5 m l’una dall’altra. Il mirtillo fruttificherà a partire dal secondo anno.
Esposizione – pieno sole o mezz’ombra nelle zone calde.
Cure colturali – Non facciamogli mai mancare l’acqua: il mirtillo ama avere le radici al fresco, per questo una buona pacciamatura a base di torba e di foglie è sempre graditissima, sia subito dopo l’impianto che via, via anche successivamente. Questa pacciamatura contribuisce a proteggere le radici e ad acidificare ulteriormente il terreno. Preferiamo l’acqua piovana a quella del rubinetto, che solitamente è molto calcarea.

Fiori sempreverdi | Heliotropium peruvianum

Heliotropium arborescens

Heliotropium peruvianum
Foglie ampie, lanceolate e rugose, verde scuro sfumate di porpora e, da inizio estate, corimbi di fiori viola e blu lavanda profumati di vaniglia. Ama il terreno un po' sabbioso, fresco e un'affiatura arricchita da fertilizzante idrosolubile ogni 15 giorni. D'inverno basta conservare la pianta, che è sempreverde, in una veranda soleggiata perchè di tanto in tanto compaiano i fiori.
Temperatura: la temperatura minima invernale non deve scendere al di sotto di 7-10°C. Non tollera il gelo. Per ottenere una fioritura precoce la temperatura invernale dovrà essere aumentata a 14-16°C.
Luce: molta luce, anche sole diretto.
Annaffiature e umidità ambientale: annaffiare abbondantemente; il terreno dovrà essere mantenuto sempre umido sia in estate che in inverno.

giovedì 21 agosto 2014

Idee per la botte

Un melo colonnare a dare slancio all'insieme, più un tappeto di fiori stagionali estivi più due tipi diversi di bulbi primaverili più crisantemi coreani per l'autunno più cavoli ornamentali per l'inverno.
Oppure un rampicante a sviluppo contenuto e intorno un tripudio di piante ricadenti, viole del pensiero mini da ottobre a maggio e per l'altra parte dell'anno petunie (di un solo colore), spumeggiante diascia oppure euphorbia diamond frost, che è cosi soffice e attraente coi suoi fiorellini bianchi e sottili.